Ci sono storie che meritano di essere ricordate, al di là di come finiscono. Quella di Vito Di Bari sulla panchina del Casarano è una di queste.
Sarebbe superfluo ripercorrere nel dettaglio i quasi due anni trascorsi alla guida dei rossazzurri: sono stati due anni intensi, emozionanti e ricchi di soddisfazioni. Di Bari è stato l’artefice di un percorso straordinario, culminato con il ritorno tra i professionisti e una stagione in Lega Pro da incorniciare, di quelle che lasciano il segno nella storia di una società e nel cuore dei suoi tifosi. Un’annata speciale, forse irripetibile, che resterà a lungo nella memoria del popolo casaranese.
Ma il calcio è anche questo: cicli che si chiudono, strade che si dividono e decisioni che, per quanto dolorose, fanno parte del gioco. Le panchine cambiano, gli uomini passano, ma i risultati, i traguardi raggiunti e le pagine di storia scritte sul campo restano.
Da oggi, Di Bari avrà un posto d’onore nella storia del calcio casaranese. Un riconoscimento che nessun risultato negativo, nessuna separazione e nessuna decisione societaria potranno cancellare. Il lavoro svolto, i traguardi conquistati e le emozioni regalate meritano rispetto e riconoscenza. E questo, al di là di tutto, nessuno potrà mai portarglielo via.
Diverso, invece, è il discorso che riguarda i calciatori. Perché se è vero che nel calcio l’allenatore è spesso il primo a pagare quando le cose non funzionano, è altrettanto vero che le responsabilità non possono ricadere esclusivamente su chi siede in panchina.
Le prestazioni offerte, i risultati mancati e un clima di delusione già così pesante alla decima giornata impongono una riflessione seria. I giocatori sono chiamati a fare la propria parte, ad assumersi le proprie responsabilità e a dimostrare, con i fatti prima ancora che con le parole, di meritare la fiducia di una piazza passionale ed esigente come quella di Casarano.
La fiducia dei tifosi, infatti, non si pretende: si conquista. E dopo quanto accaduto, riconquistarla sarà tutt’altro che semplice. Serviranno impegno, carattere, attaccamento alla maglia e, soprattutto, risultati. Perché indossare questi colori significa assumersi l’onore e l’onere di rappresentare una città che vive di calcio e che non ha mai fatto mancare il proprio sostegno.
Ora si apre un nuovo capitolo. A mister Zauri spetta il compito più difficile: ricostruire un gruppo, restituire serenità a un ambiente provato e deluso e riaccendere entusiasmo e motivazioni in una squadra che sembra averli smarriti troppo presto.
Non sarà un percorso semplice, ma il tempo e il lavoro potranno aiutare a ricomporre ciò che si è incrinato. Al nuovo allenatore va dunque il più sincero augurio di buon lavoro, con la speranza che riesca a trovare le risposte necessarie e a riportare il Casarano sulla strada che questa piazza… «Nihil difficile volenti».
Infine, un ringraziamento speciale al Presidente, che non fa mai mancare la propria presenza e dimostra, in ogni occasione, un legame profondo e autentico con il Casarano, mettendoci sempre la faccia. Ogni sua azione è guidata dall’amore per questi colori e dalla volontà di perseguire sempre il bene della società. Per la sua dedizione, il suo impegno e la sua costante vicinanza, non possiamo che essergli profondamente grati, oggi e sempre!
E, come sempre, questo è soltanto il mio pensiero. A modo mio.
