A cura di Lorenzo Errico
“In tempestate cognoscitur gubernator“: il timoniere si riconosce nella tempesta.
È da questa citazione di Seneca che possiamo raccontare il nuovo appuntamento settimanale del Casarano, impegnato questo pomeriggio a Cosenza, alle 17:30, in una sfida che torna a distanza di 26 anni.
Chi guida la nave rossazzurra è mister Vito Di Bari, professionista sanguigno e passionale, allo stesso tempo persona razionale, intelligente e pacata nei toni.
Toni che in conferenza stampa sono serviti a ribadire come, in un periodo di difficoltà, il primo della sua gestione – anche a definirla “tempesta” faccio un po’ fatica, viste le circostanze, ma rende l’idea – l’unico modo per riprende il cammino sia la tranquillità, la serenità nel continuare ad esprimere il proprio calcio, come sempre, credere nei propri mezzi e ritrovare quella spensieratezza che per tante giornate ha fatto gioire il popolo rossazzurro.
E come scritto nelle ultime settimane anche nelle nostre uscite, dopo la galoppata iniziale era fisiologico un calo, una breve siesta utile a ricaricare le batterie: certo, se non puoi vincere è sempre meglio non perdere le partite, ma si impara anche dalle sconfitte.
Come arriva il Casarano
Come detto poc’anzi, il Casarano si appresta ad affrontare gli amici di Cosenza con 3 sconfitte consecutive sul groppone, 4 includendo il turno di Coppa Italia in casa del Cerignola.
In classifica, le Serpi sono ancora al 6° posto a quota 18 punti, con 5 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte, proprio alle spalle dei “Lupi della Sila”, con il 3° miglior attacco e la 2^ peggior difesa.
L’ultimo ko, subito in casa nel derby contro il Monopoli per 1-3 è stato archiviato nei regali di Natale anticipati concessi dal Casarano, in totale controllo per 70’ e incapace di infliggere il colpo del ko, prima di sciogliersi completamente con gentili concessioni agli avversari.
Come arriva il Cosenza
I rossoblù, invece, si preparano alla sfida del “Gigi Marulla” reduci dal pareggio di Altamura per 1-1, in uno score di 2 vittorie, 2 pareggi e 1 ko nelle ultime 5.
Nel complesso, i Lupi hanno ottenuto 5 vittorie, 5 pareggi e solo 2 sconfitte sin qui, con 2 punti in più rispetto al Casarano, in classifica, a quota 20.
Il Cosenza accoglierà le Serpi con ben 22 gol realizzati e 13 subiti, con qualche problemino da un punto di vista ambientale tra tifo e società, con un Antonio Buscè, tecnico dei rossoblù, molto determinato nel proseguire il proprio cammino, come dichiarato in conferenza pre gara.

Principi di gioco
Il Cosenza di mister Buscè presenta gran parte dell’ossatura che, nella scorsa stagione, non è riuscita ad evitare una dolorosa retrocessione dall’ultima casella in griglia in Serie B.
Rispetto alla scorsa annata, l’avvento del tecnico ex Rimini e Vibonese sta portando i suoi frutti, soprattutto dal punto di vista dell’atteggiamento in campo, con una squadra offensiva, rapida in transizione, abile nel palleggio e molto tecnica.
Da sempre orientato alle opzioni 4-3-3 e 3-5-2, mister Buscè sta sfruttando al meglio il parco tecnico a disposizione puntando sul 4-3-3 e 4-2-3-1 in fase di possesso, grazie a una rosa ben bilanciata: centrali strutturati e due terzini di spinta, un centrocampo completo dal punto di vista delle caratteristiche, fatto di corsa, tecnica e visione e un attacco rapido, tecnico e ottimo nel dribbling grazie, soprattutto, alla stellina Florenzi.

Fase di possesso
Durante la fase di costruzione della manovra, i rossoblù sanno variare l’avvio dell’azione giocando corto, dai centrali ai centrocampisti, ma sanno anche utilizzare palloni lunghi, diretti, per scavalcare la linea di pressione avversaria e sfruttare gli inserimenti delle mezzali.
Gli inserimenti sono un’arma importante, se non la più importante della formazione di Buscè, grazie ai movimenti delle mezzali e della punta centrale. Come vedremo nelle prossime due immagini, il riferimento centrale può sia abbassarsi per ricevere il pallone, sia giocare da boa per il recupero delle seconde palle, favorendo i tagli alle sue spalle dei centrocampisti e delle ali, spesso dentro al campo.

In fase di sviluppo, questi movimenti sono dettati dalla salita palla al piede dei centrali, che aspettano il momento giusto per servire i centrocampisti con palla corta o la punta con palla diretta.

Fase di non possesso
In fase di non possesso, il Cosenza predilige coprire gli spazi e gestire il pallone una volta riconquistato, in un 4-4-2 stretto, con due riferimenti in avanti sempre pronti a ricevere il pallone e favorire le ripartenze con tanti uomini.

Dove può far male il Casarano
Nonostante una buona fase di non possesso, la squadra di Buscè viene spesso punita da palle inattive, palle alte e in transizione. Quest’ultimo aspetto può favorire il Casarano, da sempre abile ad attirare la pressione avversaria per poi attaccare rapidamente in velocità negli spazi scoperti.
Con tanti uomini in fase offensiva, il Cosenza rischia di subire in transizione con molto campo alle spalle della linea dei centrocampisti, la zona di campo migliore per i riferimenti rossazzurri, ossia Chiricò e Ferrara.
Probabili 11
Per i padroni di casa, out Beretta, con qualche pedina disturbata in settimana da sintomi influenzali, ovvero Florenzi, Langella, Mazzocchi e Cimino che dovrebbero essere regolarmente in campo. In difesa, Ferrara per D’Orazio, mentre davanti probabile conferma di Florenzi, Mazzocchi e Ricciardi nel tridente offensivo.
Nel Casarano, invece, si rivede Maiello: probabilmente verrà lasciato a riposo in panchina per arrivare al meglio nella super sfida del Capozza contro il Catania. Il rientro dalla squalifica di Celiento permetterà a Di Bari di ristabilire il terzetto titolare in difesa, con Gyamfi destinato a tornare sull’out sinistro per garantire maggior gamba e copertura dal lato di Kouan e Ricciardi.

Curiosità su Cosenza-Casarano
A cura di Andrea Placì
Una delle tante note liete del ritorno in Serie C del Casarano è senz’altro quella di ritrovarsi di fronte gli amici di Cosenza.
L’amicizia tra Lupi e Serpi è nata negli anni 80 tra Nuclei Sconvolti e Cusp Casarano. Le due squadre si sono affrontate per quattro anni di fila, dal 1983 al 1986 e poi nella stagione 1997/1998, anno in cui il Cosenza festeggiò l’immediato ritorno in Serie B vincendo proprio al “Capozza” per 2-1.
Da allora, tantissime le occasioni in cui i casaranesi hanno assistito alle trasferte pugliesi dei rossoblù e tanti gli inviti nel Salento per i cosentini che hanno esultato per le recenti promozioni del Casarano.
I precedenti al “San Vito-Gigi Marulla”
In totale sono 5 i precedenti del Casarano al “San Vito – Gigi Marulla” con un bilancio di 1 vittoria, 2 pareggi e 2 sconfitte.
La prima volta in terra calabrese risale al 03/04/1983: 1-0 per i Lupi della Sila grazie alla rete al 55′ di Armando Rizzo.
Nella stagione successiva, l’ 08/01/1984 arriva la prima e unica vittoria rossoazzurra, 1-2: i gol vittoria portano la firma di Gaetano Colella dopo appena 60″ di gioco e di Mimmo Recchia al 78′, di Emilio Frigerio al 79′ la rete della bandiera cosentina.
Nel 1985 seguiranno due pareggi, entrambi a reti inviolate: il 10/02/1985 e il 24/11/1985. L’ultima apparizione delle Serpi al “San Vito – Gigi Marulla” è datata 11/01/1998: 2-0 per i Silani grazie ai gol di Marco Mazzoli al 28′ e Tommaso Tatti al 48′.

